Mission

Fin dagli studi Universitari, mi sono innamorato della comunicazione Aziendale e delle strategie di Marketing.

Ho come unico obiettivo il far crescere, splendere e fiorire le attività imprenditoriali, fornire loro le soluzioni tecnologiche ed essere la persona di riferimento nelle scelte aziendali.

Perchè tutto è possibile, se si innova e se si investe nel FUTURO, con professionalità e umiltà!

La definizione del mio lavoro di consulente è abbastanza complessa ed il miglior riassunto l’ho trovato navigando on line, beh come sempre da 20 anni!

Il Growth  è un processo di rapida sperimentazione attraverso una serie di canali di marketing per individuare i modi più efficaci per far crescere un business. Il Growth Hacking fa parte del Web Marketing e di fatto molti Growth Hackers hanno un profilo professionale che gli consente di muoversi facilmente tra SEOSEMEmail MarketingSocial Network e test A/B. A differenza dei web marketer tradizionali i Growth Hackers utilizzano strategie a basso costo ed innovative, come ad esempio Social Media e Viral Marketing, ed è per questo che il Growth Hacking è particolarmente indicato per Startup e PMI. Facebook, Twitter, Uber, AirBnB e Dropbox sono solo alcune delle imprese che sono diventate grandi grazie al Growth Hacking.

Storia

Il termine Growth Hacker è stato coniato da Sean Ellis nel 2010. In un articolo del suo blog Ellis dichiarò che un Growth Hacker è “una persona il cui unico scopo è la crescita e le cui campagne vengono studiate in base all’aumento (di conversione ed utenti) che possono apportare”. Andrew Chen, nell’articolo “Growth Hacker is the new VP Marketing”, ha invece definito il Growth Hacker come “un ibrido tra web marketer e programmatore, il cui scopo è cercare risposte innovative alla vecchia domanda: Come posso conseguire clienti per il mio prodotto? Le risposte sono state: test A/B, landing page, marketing virale, email marketing e Open Graph. Nel 2013, alla seconda edizione della “Growth Hackers Conference” tenuta a San Francisco e realizzata da Gagan Biyani, si presentarono strateghi della crescita di Linkedin, Twitter e YouTube. Sempre nello stesso anno “Growth Hacker TV” intervistò i Growth Hackers delle aziende pioniere di questo movimento: Dropbox, Linkedin, Expedia, Twitter e Facebook. Tutte aziende che ricorsero al Growth Hacking per far crescere velocemente il loro progetto

Strategia

La rivista Fast Company ha affermato che il principale problema di una startup è la mancanza di fondi per una campagna di web marketing tradizionale ed è proprio da questa mancanza che è nata questa figura professionale. A differenza dei web marketer tradizionali il Growth Hacker conosce le più recenti piattaforme e gli strumenti che consentono di differenziarsi dagli altri concorrenti senza la necessità di un grande budget. In altri termini utilizzano una strategia differente per approcciarsi al mercato nel quale vogliono entrare utilizzando la creatività e tutte le competenze tecniche a loro disposizione. Un’altra differenza riguarda il fatto che i Growth Hackers costrusicono la potenziale crescita di un prodotto, incluso user acquisition, retention, monetizzazione e viralità nel prodotto stesso. In altri termini creano un prodotto che, per le sue caratteristiche, si “pubblicizzi da solo”. Il Growth Hacker, dunque, si concentra sul famoso imbuto della conversione, non perde di vista l’importanza di acquisire utenti, ma allo stesso tempo si preoccupa della fase di attivazione, mantenimento o raccomandazione del servizio/prodotto. Sempre Fast Company ha utilizzato la “lista di contatti suggeriti” di Twitter come esempio di strategia Growth Hacking affermando che “Questo è stato il vero segreto di Twitter, sviluppando una strategia di marketing dentro il prodotto e non affidandosi a piattaforme esterne”. Per ottenere questo risultato i Growth Hackers sviluppano lo loro strategie in base ad uno studio delle tendenze, del comportamento degli utenti e creando un profilo del target di cliente di riferimento. In questo modo sono in grado di creare un prodotto che sappia entrare nel mercato e ottenere risposte positive da parte dei clienti.

Mi affascinano fortemente le START-UP, e ho molte esperienze in gestione di aziende. Niente di più bello è mettere le proprie competenze in “rete” e condividerle con chi ne necessita.

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