Come cresce il mercato Digitale

Una breve analisi dell’andamento del mercato digitale in Italia, è necessaria per avere un’idea di come si avvicendano le dinamiche aziendali…

CLOUD: QUALI SONO I SETTORI AZIENDALI CON IL MAGGIORE IMPIEGO ?

La ricerca dell’Osservatorio ha permesso di analizzare lo sviluppo dell’offerta di tecnologie che consentono di elaborare e archiviare dati in rete, riscontrando una specializzazione dell’impiego di servizi di Public Cloud nelle imprese italiane di grandi, medie e piccole dimensioni, individuando nel dettaglio un uso maggiore soprattutto in alcuni specifici settori aziendali:

  • settore manifatturiero: è il settore maggiormente rappresentativo per spesa in Public Cloud, con una quota del 23%. Tra le attività di maggiore impiego troviamo quelle relative alla gestione della supply chain, dei trasporti e dei portali eCommerce;
  • settore bancario: con una spesa del 21% si distanzia di poco dal settore manifatturiero, distinguendosi per l’impiego di sperimentazioni per ottimizzazione di prezzi di strumenti finanziari, servizi di e-learning e utilizzo di piattaforme di calcolo per Big Data Analytics;
  • telco (società di telecomunicazione) e media: queste tecnologie vengono impiegate sopratutto per lo sviluppo di servizi di streaming video, di gestione dell’advertising e delle infrastrutture, per una quota pari al 14% del mercato;
  • servizi: al quarto posto con il 10% di spesa dedicata, in questo ambito il cloud si rivela utile soprattutto per la gestione delle flotte e dei ricavi;
  • GDO e retail: qui la spesa si attesta al 9%, soprattutto nell’impiego di soluzioni per il facility management degli store e la gestione dei dati multimediali;
  • PA e sanità: in questo ambito si ricorre soprattutto al modello di Community Cloud, dove vengono sviluppati servizi verticali direttamente dagli Enti, con una quota del 9%;
  • utility: in questo settore, con una quota pari al 9%, vi è un ampio uso di soluzioni CRM in Cloud e soluzioni orientate al risk management;
  • assicurazioni: all’ultimo posto, con una quota di spesa relativa del 5%, in questo settore le sperimentazioni maggiori sono nell’ambito dei portali, come ad esempio quelli relativi ai sinistri e alla gestione della relazione con la clientela.

CLOUD E IOT VOLANO PER LO SMART MANUFACTURING

Cloud e IOT dimostrano di essere fra i progetti che spingono al massimo il mercato attuale dello smart manufactoring che, secondo l’Osservatorio Smart Manufacturing del Politecnico di Milano, attualmente vale 1,2 miliardi di euro.

Sono, infatti, proprio i progetti di Industrial Internet of Things – mercato che a sua volta vale 790 milioni di euro a comporre per il 66% il mercato dell’industria 4.0 italiana, seguiti dall’Industrial Analytics (23% e 270 milioni di euro) e il Cloud Manufacturing (10% e 120 milioni di euro). Anche nello scenario internazionale, la crescita più rilevante coinvolge le applicazioni di Industrial Internet of Things, +46%, portando con sé anche progetti di Industrial Analytics e Cloud.

Tra i principali vantaggi riscontrati dalle aziende nell’uso di tecnologie che consentono di elaborare e archiviare dati in rete vi è, in primo luogo, la garanzia di sicurezza e affidabilità, seguita da capacità di fare brokeraggio e intermediazione di servizi, certificazioni relative ai Data Center utilizzati per l’erogazione dei servizi, presenza di competenze tecnichecosto dell’implementazione e flessibilità contrattuale. Relativamente allo smart manufacturing, le imprese scelgono soluzioni di questo genere soprattutto perché consentono di ottenere riduzioni di costo e miglioramento dei servizi associati ai prodotti.

Malgrado i vantaggi e l’evidente trend positivo, poco meno del 5% delle aziende analizzate dall’Osservatorio ha scelto di orientare la maggior parte delle proprie applicazioni in Cloud. Nonostante la crescita, infatti, il percorso di affermazione di tali soluzioni è, in effetti, ancora lungo; inoltre si registrano disparità anche dal punto di vista geografico. In particolare, per le infrastrutture cloud si denota una la maggiore diffusione nel nord-est dell’Italia, seguito dal nord-ovest, caratterizzato da maggiore dinamismo, a cui seguono centro, sud e isole.